Skip to main content Skip to search
Il tuo commercialista specializzato nell'e-commerce
Chiamaci senza impegno: telefono 0985-040130

Archives for Contabilità

Ritenuta d’acconto, cos’è e come si calcola

Ritenuta d’acconto: vediamo cos’è e quando si applica. Qualche pratico esempio ci aiuterà a capire come calcolarla. Ecco tutte le informazioni che la riguardano.

Cos’è la ritenuta d’acconto

ritenuta d'accontoLa ritenuta d’acconto è una trattenuta Irpef, una detrazione che viene effettuata da parte di un cliente nei confronti di coloro che svolgono un lavoro autonomo (si pensi alla parcella del commercialista o dell’avvocato).

La ritenuta d’acconto si applica anche nel caso di prestazione occasionale.

Come si calcola la ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto funziona in maniera molto semplice ma, per poter capire meglio questo particolare meccanismo, facciamo un esempio di calcolo della ritenuta d’acconto.
Supponiamo che il compenso per una prestazione che deve essere versata nei confronti di un professionista debba essere pari a mille euro.
In questo caso si parla di una ritenuta d’acconto che deve essere pari al venti percento, secondo la legge.
Ciò significa che chi commissiona il lavoro effettuerà una semplice ritenuta di duecento euro su quel compenso dato che il calcolo prevede:

1000*20/100=200 euro.

Il conto che bisogna effettuare risulta essere abbastanza semplice ed immediato; non richiede quindi alcun tipo di procedimento lungo e difficoltoso, come si potrebbe pensare.
Ovviamente occorre capire a quanto ammonta la percentuale che bisogna calcolare e che riguarda le imposte: in alcuni casi la ritenuta d’acconto non è del 20%.

Come versare la ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto non è quindi un problema che riguarda chi effettua la prestazione lavorativa e deve pagare le imposte.
Questo significa semplicemente che, la persona in questione, prende il nome di sostituito d’imposta, cioè una figura che sostituisce lo stato nel prelievo delle impose.

La ritenuta d’acconto si versa mediante il modello f24 compilando la sezione Erario del modello. Nella maggior parte dei casi il codice tributo da utilizzare è il 1040.

Da leggere: codice tributo 1040

Questa operazione deve essere effettuata entro il giorno sedici del mese successivo alla prestazione.

Il professionista può portare in detrazione le diverse ritenute subite nella dichiarazione dei redditi dalla somma di denaro dovuta all’erario.
Se le imposte da pagare sono di 400 euro e le ritenute d’acconto pari a 300, il professionista dovrà versare 100 euro mediante modello F24.

Ecco quindi come funziona la ritenuta d’acconto. Se hai domande puoi lasciare un commento.

Read more

Iperammortamento 250%: come funziona l’agevolazione sui beni strumentali

Iperammortamento 250% introdotta con la legge di Bilancio 2017 è un’agevolazione sui beni strumentali destinata alla c.d. Industria 4.0. In questo articolo vediamo cos’è, come funziona e qual è l’elenco dei beni strumentali oggetto di agevolazione.

Come funziona l’iperammortamento 250%

iperammortamento 250Anche per quest’anno è stato prorogato il super ammortamento 140% che riguarda gli acquisti in beni strumentali. L’altra novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2017 in tema di agevolazioni per le imprese è l’iperammortamento 250%, cioè l’agevolazione per gli investimenti tecnologici legati a progetti di Industria 4.0.
In pratica il costo di acquisto dei beni strumentali nuovi è maggiorato del 150%, consentendo quindi un maggior valore dell’ammortamento.
I beni oggetti dell’agevolazione sono quelli stabiliti nell’Allegato A della Legge di Bilancio, che è possibile scaricare cliccando il seguente link: elenco beni iperammortamento
Rientrano anche i beni immateriali (software, piattaforme e applicazioni) e i beni in leasing, mentre sono esclusi i beni acquistati mediante un contratto di locazione operativa o di noleggio.
Si deve quindi trattare di beni strumentali, quindi non rientrano i beni merce (destinati cioè alla vendita) e i materiali di consumo.
Sono compresi i beni di costo unitario inferiore a € 516,46, anche se, per effetto della maggiorazione, sia superato il limite di € 516,46.

Per usufruire dell’iperammortamento al 250% imprese e professionisti devono effettuare l’acquisto entro il 31 dicembre 2017, oppure entro il 30 giugno 2018 ma in questo secondo caso l’ordine deve essere fatto entro il 31 dicembre 2017 e l’impresa deve versare, a titolo di acconto, almeno il 20% dell’investimento entro il 31 dicembre 2017.
Il super ammortamento 2017 interessa le imprese che operano nel settore industriale, in particolare nei settori: meccatronica, robotica, big data, sicurezza informatica, nanotecnologie, sviluppo di materiali intelligenti, stampa 3D, internet.
Possono usufruire dell’iperammortamento anche i contribuenti minimi e i soggetti che applicano il regime di vantaggio mentre sono esclusi i contribuenti che applicano il regime forfettario poiché quest’ultimi determinano il reddito applicando il coefficiente di redditività.

Iperammortamento 250% esempio di calcolo

Facciamo un esempio per capirci. Supponiamo che un’impresa acquisti un bene per un valore pari a 1500 euro. Con l’iperammortamento 250% il bene acquisto può essere ammortizzato per € 3.750, consentendo pertanto un risparmio di imposte da versare all’erario.

Read more

Ditta individuale o srls? Guida alla scelta

Devi avviare un’attività e sei indeciso se aprire una ditta individuale o srls? Questa è sicuramente una scelta molto delicata; da ciò dipende qual è il regime fiscale e di conseguenza la tassazione sugli utili. L’obiettivo di questo articolo è quello di aiutarti nella scelta migliore e più adatta alle tue esigenze. Se dopo aver letto l’articolo hai qualche dubbio o hai bisogno di una consulenza più approfondita contattami pure per un primo consulto gratuito.

Ditta individuale o srls: vantaggi e svantaggi

ditta individuale o srlsLa ditta individuale è senza alcun dubbio la forma più semplice e meno onerosa; infatti per costituire una ditta individuale non occorre il notaio. Possiamo quindi già individuare un primo risparmio rispetto alla costituzione di una srls, la cui nascita non può fare a meno della figura del notaio. Aspetto non da sottovalutare questo per tutte quelle piccole attività che hanno l’esigenza di risparmiare sui costi di avvio dell’attività, soprattutto in tempi di crisi.

I costi per aprire una ditta individuale si aggirano intorno alle 100 euro tra bolli e diritti di segreteria da versare alla Camera di Commercio per l’iscrizione, mentre per costituire una srls possiamo quantificare i costi di costituzione in circa 500-600 euro tra bolli e diritti. Anche dal punto di vista della tempistica la costituzione di una ditta individuale è semplice e rapida. Stesso discorso quando si deve chiudere l’attività: basta comunicare la cessazione della partita iva all’Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio e Inps.

Se spostiamo la nostra analisi sugli adempimenti fiscali anche su questo aspetto si fa preferire la ditta individuale; gli adempimenti fiscali sono senza dubbio molto contenuti rispetto ad una srls che richiede la tenuta della contabilità ordinaria e tutta una serie di adempimenti che non fanno altro che aumentare i costi di tenuta contabile.
Fatta questa dovuta premessa non è sicuramente in base a ciò che vi ho appena descritto che si deve scegliere se costituire una ditta individuale o una srls, ma a mio avviso si deve prendere in considerazione due elementi: responsabilità e tassazione sugli utili.

Per quanto riguarda il primo aspetto uno dei svantaggi della ditta individuale è la responsabilità illimitata del titolare verso i creditori. In caso di debiti infatti il titolare risponde anche con il proprio patrimonio personale. Quindi in caso di attività con un elevato volume d’affari capite bene che i rischi aumentano e non di poco; in questi casi la costituzione di una società srls può farsi preferisce proprio per limitare i rischi al capitale sottoscritto nella società e mettersi al riparo da brutte sorprese; inoltre il rischio di impresa viene diviso con gli altri soci, sempre che non decidi di aprire una srls unipersonale.

Confronto tassazione tra Srls e ditta individuale

L’aspetto della tassazione è sicuramente fondamentale nella scelta finale tra ditta individuale o srls. In caso di utili alti si fa preferire la srls, poiché l’aliquota sugli utili è fissa (IRES 27,50%) e non aumenta proporzionalmente all’aumentare del reddito.
Schematizzando abbiamo la seguente situazione.

Tassazione ditta individuale:
• Irpef: per maggiori approfondimenti vedi aliquote irpef
• Irap: l’aliquota base 3,9%;
• Contributi Inps € 3.600 euro annui;
• Inail: varia in base all’attività svolta
Possiamo quindi affermare che, per redditi medio-alti, risulta poco conveniente costituire la ditta individuale la cui tassazione, in questo caso, potrebbe facilmente raggiungere il 50% del reddito imponibile.

Hai qualche altra domanda o dubbio?
Se questo articolo ti è piaciuto, lascia il tuo commento e condividilo!

Read more