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Archives for Agenzia delle Entrate

Geometra, i redditi incassati come amministratore di condominio non sono assoggettabili dalla Cassa di previdenza

I redditi che un geometra incassa svolgendo l’attività di amministratore di condominio non sono base imponibile per il contributo soggettivo alla contribuzione alla Cassa di previdenza dei geometri.

In base all’articolo 10 della legge 773/1982 e all’articolo 1 del regolamento della Cassa, il contributo dovuto dai professionisti va determinato in riferimento al reddito professionale netto.

L’ente di previdenza, richiamandosi alla sentenza 20670/2004 di Cassazione, ha sostenuto che sono soggetti a contribuzione tutti i redditi collegati alle conoscenze professionali, sulla base di una nozione ampia di attività professionale.

Quando i redditi sono soggetti a contribuzione?

geometra amministratore di condominioCon la sentenza 27125/2017 depositata ieri, però, i giudici in primo luogo rilevano che, in base ai principi generali contenuti nell’articolo 2697 del codice civile, è legittima la tesi per cui spetta alla Cassa di previdenza dimostrare quali redditi derivano dall’attività di geometra e quindi sono soggetti a contribuzione previdenziale presso l’ente stesso.

Quanto a cosa si deve intendere per attività professionale, la Suprema corte evidenzia che la Cassa fonda la sua pretesa non sui caratteri oggettivi di quanto svolto dall’iscritto, ma sui caratteri soggettivi dello stesso, cioè sul fatto che il professionista sia un geometra.

Questa, però, è una «tangibile tautologia» e viola il «fondamentale canone secondo cui la contribuzione e l’inquadramento previdenziale devono seguire la reale natura dell’attività svolta dal soggetto da assicurare».

In base a tale principio, per giustificare l’obbligo di contribuzione non basta che una persona sia iscritta a un albo professionale e non è nemmeno sufficiente che le conoscenze professionali possano occasionalmente servire allo svolgimento dell’altra attività, in questo caso quella di amministratore di condominio.

Secondo i giudici serve una connessione necessaria tale per cui l’attività professionale non possa che essere svolta da un geometra libero professionista o che comunque richieda l’impiego necessario della stessa base di conoscenze tecniche del geometra libero professionista.

Invece, rilevano i giudici, l’attività di amministratore di condominio non comporta la necessità di occuparsi di questioni inerenti l’attività di geometra, come dimostrato dal fatto che ci sono amministratori che hanno diversa formazione professionale.

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Indicatori di affidabilità fiscale: ecco le bozze dei modelli

A breve l’agenzia delle Entrate pubblicherà sul proprio sito internet le prime bozze relative alla modulistica degli indicatori di affidabilità fiscale (Isa), il nuovo strumento che prenderà il posto, già dal periodo d’imposta 2017, agli studi di settore.

Indicatori di affidabilità fiscale: novità

indicatori di affidabilità fiscaleDall’esame delle prime bozze si scorge la decisa riduzione delle notizie extracontabili richieste rispetto ai precedenti studi di settore.

Per quanto riguarda invece i dati contabili (quadri F e G) le informazioni necessarie alla compilazione rimangono pressoché le stesse con qualche lieve modifica di forma.

L’adeguamento, ancora possibile in dichiarazione anche negli Isa, non si chiamerà più così, ma andrà sotto il nome di «ulteriori componenti positivi per migliorare il profilo di affidabilità fiscale », il cui effetto però si ritiene che possa essere simile a quello previsto negli studi di settore, con lo scopo di adeguare su base volontaria il reddito dichiarato dal contribuente al fine di migliorare la propria valutazione di affidabilità fiscale agli occhi del fisco.

Nessuna previsione, invece, in ordine al possibile funzionamento pratico del nuovo modello statistico che sarà alla base del calcolo degli Isa. Al buio rimane anche l’analisi di come potranno essere assorbite dagli Isa le novità per i semplificati con il nuovo regime di cassa in vigore dal 1° gennaio 2017, con, fra le altre, la scomparsa delle rimanenze finali dal calcolo del reddito imponibile.

Al momento le informazioni previste nel quadro F in bozza, sono le stesse sia per le ditte in contabilità ordinarie che per quelle in semplificata il che potrebbe anche lasciare presagire che il dato inerente la valorizzazione delle rimanenze finali sarà richiesto anche ai semplificati per cassa.

Infine per i professionisti rimane la struttura tipica con la suddivisione per la tipologia di incarico, lasciando immaginare che anche negli Isa, come per gli studi, per buona parte delle attività rimanga il monitoraggio per tipologia di pratica.

Indicatori di affidabilità fiscale: modulistica

Ad oggi risultano pubblicati 47 Isa in bozza dei 70 che inizialmente erano stati previsti per il 2017 (gli altri 70 saranno pronti dal periodo d’imposta 2018). Nei prossimi giorni quando saranno terminati gli ultimi appuntamenti con le varie associazioni di categoria, verranno completati anche i 23 mancanti di quest’anno, così da poter procedere con l’approvazione definitiva, come programmato, entro il 31 dicembre prossimo.

Sul sito sono presenti i primi prototipi per le singole attività d’impresa e professionali, suddivisi a seconda del codice di attività Ateco, con i dati extracontabili necessari alla compilazione dei nuovi modelli, nonché i quadri contabili (F e G) uguali per tutti.

La struttura degli Isa ricalca, in buona sostanza, almeno nella forma quella degli studi di settore, perché si caratterizza per la presenza di un frontespizio, dove vengono indicati il codice attività,
e le informazioni necessarie ad individuare le cosiddette «imprese multiattività». Nel quadro A è prevista l’indicazione del personale addetto, ivi compresi i soci amministratori e non, con la richiesta del numero e della percentuale di lavoro prestato. Nel quadro B va segnalato il numero e il luogo di ubicazione della o delle unità locali. Completano il modello il quadro C con l’indicazione degli elementi specifici dell’attività, con dettagliata informazione della tipologia dell’offerta e il quadro D dedicato all’indicazione del numero dei principali beni strumentali utilizzati dall’impresa. Il quadro E sarà invece dedicato alla raccolta delle informazioni per la revisione dei modelli, che stando al contenuto del comma 2 dell’articolo 9 bis del Dl 50/2017 avverrà ogni due anni.

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Rottamazione-bis, disponibile la modulistica. Ecco come presentare la domanda

E’ disponibile da ieri la nuova modulistica per avvalersi della rottamazione bis delle cartelle di pagamento. Sono disponibili due modelli:

    • il modello DA-R va utilizzato da chi si è visto rigettare la precedente istanza, per non aver pagato tutte le rate scadute dal 31 dicembre 2016;
    • il modello DA-2017 è riferito alla definizione dei carichi affidati dal 1° gennaio al 30 settembre 2017.

Come presentare la domanda

La domanda può essere presentata fin da subito. I modelli si presentano solo via pec (unitamente alla copia del documento di identità del debitore) o sportelli dell’agente della riscossione.
È sempre possibile delegare un terzo a trasmettere l’istanza, allegando i documenti di identità del delegante e del delegato.

Gli schemi riprendono il modulo per la definizione agevolata originaria. La caratteristica più interessante riguarda il modello DA-R: occorre infatti indicare il numero identificativo delle comunicazioni di rigetto ricevute, anche parziali, con la puntualizzazione che deve trattarsi di rigetto motivato unicamente sulla base del mancato pagamento delle rate dovute a tutto dicembre 2016, riferite a dilazioni in essere alla data del 24 ottobre 2016. Rigetti motivati da ragioni diverse non permettono di godere delle agevolazioni in esame e presentare la domanda non comporterà alcuna sospensione delle riscossione.

In alternativa, è possibile indicare nello specifico gli avvisi di accertamento, le cartelle di pagamento ovvero gli avvisi di addebito dell’Inps oggetto delle comunicazioni di rigetto. Non è chiara in realtà la ragione di tale alternativa, che si spiega solo con il fatto che il debitore possa non aver ricevuto o aver perso la comunicazione di rigetto. Se infatti quest’ultima è in possesso del debitore, basta riportarne gli estremi senza dover ricostruire i dati identificativi dei titoli da cui originano le pretese creditorie. Un’altra peculiarità del modello DA-R è la scelta delle rate, tre al massimo, scadenti a settembre, ottobre e novembre 2018 e tutte di pari importo. La scelta va indicata nell’istanza.

Pagamento a rate solo se espressamente indicato nella domanda

Entrambi i moduli esplicitano che, se il debitore omette di precisare il numero delle rate, il pagamento si intende richiesto in un’unica soluzione. Un’affermazione comprensibile, in linea di principio, ma che non pare corretta se si vuol attribuire all’inerzia del debitore la valenza di una manifestazione di volontà irrevocabile.

Infine, l’Agenzia della riscossione, oltre a mettere a disposizione i canali di pagamento che vanno dalle app ai tradizionali sportelli, dal tabaccaio agli sportelli bancomat, ha predisposto delle guide informative e le risposte alle domande più frequenti sulle disposizione in oggetto.

 

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