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Archives for Agenzia delle Entrate

Tassa di concessione governativa: quanto e come si paga?

La tassa di concessione governativa rappresenta un tipo di tassa che deve essere corrisposta da diversi soggetti. Ecco tutte le informazioni che riguardano tale tipologia di tassa, la quale risulta essere fondamentale per lo stesso Governo. Vediamo chi deve pagarla, quanto e come si paga.

Cos’è la tassa di concessione governativa

tassa di concessione governativaLa Tassa di Concessione Governativa è una tassa che deve essere pagata allo Stato nel momento in cui si usufruisce dei servizi di pubblico utilizzo.
Ma anche quando vengono richieste delle licenze è necessario che venga pagata tale tipologia di imposta il cui importo risulta essere differente da situazione a situazione.
Sostanzialmente si tratta di un pagamento dovuto che deve essere necessariamente effettuato se si vogliono ottenere dei vantaggi da parte dello Stato.

Chi paga la tassa di concessione governativa

Occorre poi cercare di capire quali sono i diversi soggetti che devono effettuare il pagamento di questa particolare tassa.
In primo luogo vi sono i cittadini privati i quali devono effettuare il versamento di tale imposta in quanto, tutti loro, sfruttano il televisore ed i canali RAI.
Proprio il tanto temuto canone, per anni evaso da un grandissimo numero di cittadini italiani, deve essere necessariamente versato allo Stato in quanto esso offre il servizio dei canali RAI, ovvero della televisione pubblica.
Ma anche le aziende che hanno chiesto delle particolare licenze devono effettuare il pagamento di questa particolare tassa così come le imprese che usufruiscono di un particolare abbonamento telefonico.
Si tratta quindi di un grandissimo numero di figure che devono appunto effettuare questo versamento entro le date prestabilite e soprattutto nei metodi che vengono indicati dallo Stato stesso.

Tassa di concessione governativa: quanto si paga?

La tassa di concessione governativa ha un importo che risulta essere differente, come detto prima, a seconda del tipo di situazione e soprattutto di figura che deve effettuare il pagamento della stessa tassa.
Prendendo ad esempio il canone RAI l’importo della tassa di concessione governativa risulta essere di cento euro, ovvero il totale dell’importo dello stesso canone il quale serve a finanziare diversi servizi di cui si avvalgono tutti i cittadini italiani.

Le imprese che devono effettuare la registrazione di marchi e brevetti nuovi, per fare in modo che questi appartengano effettivamente alla stessa azienda e che essi non possano essere utilizzati da altre figure professionali e non, devono aggiungere alla somma di denaro che si paga per il deposito più sedici euro.
Nel caso della telefonia, invece, occorre fare due distinzioni importanti: se si parla di profilo e tariffa aziendale, si dovranno versare circa 5,16 euro al mese mentre per quelli business l’importa sale a 12,91 centesimi al mese.
Inoltre un esempio importante di tassa di concessione governativa è quello che riguarda la vidimazione dei libri contabili: l’importo è di trecento euro se il capitale dell’azienda non supera i 516.456 euro e di circa 516 euro se la somma di denaro supera tale importo.

Come pagare la tassa di concessione governativa

Esistono diversi metodi per poter effettuare il pagamento di tale tipologia di tassa.
Occorre parlare del fatto che vi sono anche situazioni dove il pagamento è automatico, come nel caso dell’abbonamento telefonico oppure dei brevetti: nel primo caso si parla di procedura che viene svolta dalla compagnia telefonica mentre nel secondo caso la tassa si paga nel momento in cui si deposita il brevetto.
In tutti gli altri casi si può procedere col versamento mediante bollettino postale o bancario al’Agenzia delle Entrate.
Sarà necessario intestare il pagamento alla stessa agenzia e spiegare la motivazione del suddetto versamento.

Sarà anche possibile effettuare il versamento mediante modello F24: in questo caso occorre inserire la voce Codice Tributo 711T nell’apposito campo.
Inoltre si potrà effettuare il pagamento sfruttando uno dei diversi contrassegni telematici che verranno poi segnalati in maniera attenta nel momento in cui si effettua il versamento.
Occorre cercare di procedere con l’effettuare il versamento entro e non oltre la data di scadenza delle diverse tipologie di versamento stesso.

Spesso accade che per dimenticanza, oppure volontariamente, non si effettui il versamento di questa particolare tipologia di tassa.
Ma cosa accade in questo caso specifico?
Se il versamento non viene effettuato si andrà incontro a delle sanzioni molto salate ed allo stesso tempo si è perseguibili a norma di legge.
L’accertamento viene effettuato dopo tre anni da parte delle autorità competenti: se il pagamento viene saltato nel 2014, nel 2017 si potrebbe essere perseguiti per non aver appunto svolto il suddetto tipo di versamento, dettaglio che comporta situazioni negative come quelle prima citate.
Sarà possibile effettuare il pagamento anche in ritardo sfruttando le proroghe che vengono periodicamente concesse e che permettono di poter effettivamente evitare di poter essere perseguiti a norma di legge.

Questo è tutto quello che riguarda la tassa di concessione governativa la quale, annualmente, deve essere versata nei modi e metodi che sono stati prima spiegati ed entro le diverse date di scadenza che vengono indicate dallo Stato Italiano.

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Dichiarazione di successione online – Guida alla compilazione

L’Agenzia delle Entrate, ha pubblicato un nuovo modello di dichiarazione di successione. La novità è la nuova dichiarazione di successione online con la possibilità di contestuale domanda di voltura catastale per gli immobili presenti nell’asse ereditario.

Dichiarazione di successione online: novità

dichiarazione di successione onlineLa novità sostanziale è la possibilità di effettuare contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione online anche le volture catastali, senza che il contribuente debba richiederle in un momento successivo. Infatti prima il contribuente, dopo la presentazione della dichiarazione di successione, doveva entro i successivi 30 giorni, recarsi al catasto e presentare la relativa domanda di voltura per gli immobili.

Modalità di presentazione

Ricordo che la dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data del decesso del contribuente. Se si decide di non utilizzare il servizio di voltura automatica si deve utilizzare il vecchio meccanismo di presentazione della voltura entro 30 giorni come sopra menzionato.
Il software di compilazione per la presentazione online della dichiarazione di successione è disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate (a questo link: Dichiarazione di successione).

Ai contribuenti residenti all’estero è consentita la possibilità di inviare tramite raccomandata la dichiarazione cartacea.

Se l’ultima residenza del de cuius non è conosciuta, l’ufficio competente per la successione è la Direzione Provinciale II di ROMA – Ufficio Territoriale ROMA 6 – EUR TORRINO, in Via Canton 20 – CAP 00144 Roma.

Documenti da allegare

Le dichiarazioni sostitutive di atto notorio, necessarie per la successione (es. richiesta di agevolazione prima casa, ecc.) vengono rese dal dichiarante compilando il quadro EH del modello.
Se la dichiarazione è presentata tramite intermediario, questi deve conservare gli originali delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rese, la copia di un valido documento d’identità di coloro che le hanno sottoscritte, unitamente all’originale della dichiarazione di successione sottoscritta dal dichiarante.
Tutti i documenti utili alla dichiarazione dovranno essere allegati al modello in formato PDF/A o TIFF (es. carta d’identità, copia dei documenti comprovanti le passività, ecc.).

Per la presentazione della dichiarazione di successione, se nell’asse ereditario sono presenti immobili, sono dovute, in autoliquidazione: imposte ipotecarie e catastali, imposta di bollo, tassa ipotecaria, tributi speciali.

L’imposta di successione (se dovuta) è, invece, liquidata direttamente dall’ufficio competente.

Per le imposte gli eredi sono responsabili in solido, ed il versamento da parte di uno libera anche gli altri.
Per le volture, laddove, non vi sia domanda automatica, il versamento di diritti dovuti va eseguito direttamente in Catasto alla presentazione della relativa domanda.

Per il versamento con F24, i relativi codici tributo da utilizzare sono quelli istituiti con la Risoluzione n. 16/E/2016:

Codice tributo F24 1530 – Imposta ipotecaria
Codice tributo F24 1531 – Imposta catastale
Codice tributo F24 1532 – Tassa ipotecaria
Codice tributo F24 1533 – Imposta di bollo
Codice tributo F24 1534 – Imposta sostitutiva INVIM
Codice tributo F24 1535 – Sanzione da ravvedimento – imposte e tasse ipotecarie e catastali – art. 13 D.Lgs. n. 472/1997”
Codice tributo F24 1536 – Sanzione da ravvedimento – Imposta di bollo – art. 13, D.Lgs. n. 472/1997”
Codice tributo F24 1537 – Successioni – Interessi da ravvedimento

La sezione interessata dalla compilazione è quella “ERARIO”. Inoltre, con la stessa Risoluzione n. 16/E/2016 l’Amministrazione Finanziaria ha istituito il codice identificativo “08” (Defunto) da inserire nell’apposito campo della sezione “Contribuente”.

Per una successione apertasi nel 2016, un esempio di compilazione è il seguente:

f24 dichiarazione di successione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con la presentazione online della dichiarazione successione, i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, rilasceranno cinque ricevute.

 

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Come numerare le fatture elettroniche?

Quesito: numerazione fattura elettronica.
Devo emettere la prima fattura elettronica del 2017. Mi confermate che posso scegliere di ripartire da numero 1 e che non devo necessariamente seguire la numerazione progressiva dall’anno precedente? Grazie

Numerazione fattura elettronica

numerazione fattura elettronicaE’ consigliabile che la numerazione delle fatture elettroniche sia diversa dalle fatture cartacee anche perché sono conservate diversamente. La scelta della numerazione è personale; l’importante è la progressione numerica. Quindi ok ripartire da 1 ma non 1 semplice, sarebbe una duplicazione. Eventualmente 1PA

Perché suggerisco la numerazione separata?
Perché con un’unica numerazione sarai obbligato alla conservazione sostitutiva di tutte le fatture contenute nel sezionale, quindi sia elettroniche che cartacee. Ricordo che questo è una facoltà ma non un obbligo.

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