Buongiorno,
sono un lavoratore dipendente full-time di un azienda che opera nel settore ICT.  Vorrei nel mio tempo libero avviare un attività di commercio elettronico di abbigliamento.
Considerando che verso già i contributi Inps in busta paga, sono tenuto ad ulteriori versamenti?
I due redditi (dipendente + partita iva) fanno cumulo ai fini del calcolo delle imposte?

Cumulo dei redditi da lavoro dipendente e partita iva

cumulo-dei-redditiPer quanto riguarda la contribuzione Inps, essendo un dipendente full-time, può già in fase di apertura partita iva richiedere l’esonero ed evitare così di versare ulteriori contributi. Per maggiori approfondimenti può leggere il nostro articolo “Dipendente e partita iva”.
Per quanto riguarda il secondo quesito, può se rispetta tutte le condizioni aderire al regime forfettario.
Si tratta di un regime contabile che prevede una tassazione agevolata con pagamento di un imposta sostitutiva del 5%.
Si chiama imposta sostitutiva proprio perché sostituisce Irpef ed addizionali regionali e comunali.
Questo le permetterebbe di evitare il cumulo dei redditi con quello da dipendente ed evitare così una tassazione più elevata.
Le ricordo infine che il titolare di partita iva non può presentare il mod. 730, ma è tenuto obbligatoriamente a presentare il mod. unico per dichiarare tutti i suoi redditi.

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14 Responses to Busta paga e partita iva: come evitare il cumulo dei redditi

  1. angelo ha detto:

    salve, io ho un negozio online dove ho un utile di 15 mila euro e un lavoro da dipendente con un utile di 10 mila euro,irpef del lavoro da dipendente lo paga già il datore di lavoro a fine mese?

    saluti

    • Cristian Marra ha detto:

      Buongiorno,
      per quanto riguarda le imposte sul reddito da lavoro dipendente ha già le trattenute in busta paga. Bisogna però vedere in che regime contabile ha aderito.
      Se è nel regime normale di tassazione, i due redditi si cumulano, quindi rientrerà sicuramente in uno scaglione di aliquota più elevato. Verserà quindi irpef.
      Se per es. ha aderito (purchè ne ha i requisiti) al regime dei minimi, i due redditi vengono tassati separatamente, evitando il cumulo dei redditi.

  2. Novella Talamo ha detto:

    Buonasera, quindi se ad esempio si ha un contratto part time a tempo indeterminato e una p.iva con regime normale (non minimi) si ha il cumulo dei redditi…giusto? Grazie mille in anticipo.

  3. Buongiorno, sono una dipendente part rime a 30 ore settimanali a tempo indeterminato è ho aperto una S.A.S , volevo sapere se devo pagare i contributi INPS anche come società o se già li pago con la mia busta paga. Se devo pagare quanto devo versare. Grazie

  4. Silvia ha detto:

    Buongiorno,
    lavoro a tempo indeterminato full time (reddito circa 32mila €) e vorrei aprire partita iva per attività di consulenza nel turismo.
    Per avere la tassazione forfettaria (5% per i primi 5 anni e poi 15%) ho dei limiti di reddito da lavoro dipendente e/o dalla somma dei due?
    Oppure devo per forza rientrare nella tassazione ordinaria?
    Inoltre non capisco se l’iscrizione alla gestione separata con tassazione 18% sia da applicare oppure no versando già i contributi da dipendente.
    grazie

    • Cristian Marra ha detto:

      Non può aderire al regime forfettario perchè il reddito da lavoro dipendente supera 30mila euro.
      Deve iscriversi alla gestione separata e versa i contributi con aliquota ridotta in quanto ha già un altra copertura previdenziale.

  5. Marcello ha detto:

    Buongiorno,

    l’aliquota ridotta dei contributi previdenziali della gestione separata (23,50%) è applicabile con la presenza di un qualsiasi lavoro dipendente? C’è qualche parametro da rispettare? Mi spiego meglio: essere un dipendente part-time a tempo determinato anche per un solo mese può giustificare l’applicazione dell’aliquota ridotta?
    Grazie per l’attenzione.

    • Cristian Marra ha detto:

      Buonasera Marcello,
      l’aliquota ridotta può essere applicata anche in presenza di un lavoro dipendente part-time, ma solo per il periodo in cui il rapporto di lavoro dipendente è in essere. Se per esempio si è dipendenti solo per tre mesi allora l’aliquota ridotta potrà essere applicata solo per tre mesi e per i restanti nove mesi dovrà essere applicata l’aliquota piena.

      • Marcello ha detto:

        La ringrazio per la risposta. C’è un minimo di ore mensili da rispettare nel part-time oppure fa fede la sola durata del contratto? L’aliquota ridotta si può anche applicare per un part-time caratterizzato da un lavoro a giorni alterni? Prendiamo ad esempio il caso di un pizzaiolo che lavora solo di sera per due o tre giorni alla settimana..

      • nicola ha detto:

        Salve le vorrei fare una domanda…
        Sono un dipendente di poste italiane con contratto verticale part time a tempo indeterminato (cioè lavoro 15 giorni al mese) …
        Io oltre al mio lavoro ho una partita iva agricola in quanto ho dei terreni e percepisco un contributo annualmente una somma di denaro di circa 5000,00.
        Vorrei effettuare una variazione della partita iva agricola per aprire un ecommerce di prodotti alimentari,
        e possibile? e quanto andrei a pagare di tasse ecc..??
        Ringrazio per la cortese disponibilità…………………

  6. Francesco ha detto:

    Buonasera Dottore.
    Se mi fossi accorto che il mio lavoro da libero professionista iscritto a ordine (quindi con relativa cassa) abbia sconfinato in altro codice ATECO potrei comunicare la variazione di aggiunta codice attività secondaria da inizio anno (con sanzione o no?!) e quindi ridistribuire il mio fatturato in modo da rientrare nel limite dei 30.000 euro di ricavi come requisito di accesso al regime?
    Parliamo di un fatturato di circa 50000 euro distribuibile in 28000 attività principale e 22000 secondaria. Se si potrei quindi aderire al regime forfettario dal 1 gennaio 2017. Però come dovrò comportarmi visto che si tratta di due attività sotto la stessa p.iva che singolarmente rispettano i limiti ma se sommate no. Ho letto e riletto sul sito dell’AdE e anche in circolari ma sembra di capire che sia possibile. Mi chiedo quindi se poi alla fine pagherò l’imposta sostitutiva sul 78% dei ricavi dell’attività primaria e uguale su quella secondaria (visto che hanno stesso limite e coefficiente).
    E’ sensato? Grazie

    • Cristian Marra ha detto:

      Assolutamente no. Il limite di fatturato da rispettare è quello dell’attività prevalente, quindi 30mila euro, mentre lei ne ha fatturati 50.000 (anche se su due attività diverse).

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