bonifico dall'esteroAnalizziamo oggi le regole sul monitoraggio fiscale, contenute nella legge europea 97 del 2013. Queste hanno introdotto, a partire da febbraio di quest’anno, una ritenuta d’ingresso del 20% sui flussi finanziari provenienti dall’estero e accreditati sui conti bancari delle persone fisiche, degli enti non commerciali e delle società semplici ed equiparate.

Ricevere, sul proprio conto bancario un bonifico dall’estero, in altre parole, è ora una questione delicata che può comportare persino un inatteso prelievo fiscale, avente l’obiettivo di accrescere la capacità dell’amministrazione finanziaria di intercettare capitali illecitamente domiciliati all’estero.

Tutto ciò rischia di creare caos nell’operatività bancaria, che prevede già l’applicazione di ritenute quando nel trasferimento del reddito dall’estero, in Italia, è coinvolto un intermediario finanziario italiano.

Ora, però, se l’intermediario non è in possesso di sufficienti informazioni sul flusso proveniente dall’estero, la legge lo obbliga ad applicare la ritenuta sull’intero importo accreditato in Italia. La ritenuta non si pratica però per le persone fisiche che svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo.

In questo caso, l’intermediario deve soltanto segnalare l’operazione al Fisco. Le difficoltà si generano quando l’intermediario non è in possesso di un preciso incarico per la riscossione delle somme estere. Se la causale del bonifico non è esaustiva, gli operatori non sanno bene come regolarsi. L’Agenzia ha però attenuato la rigidità della disposizione, rendendo inapplicabile il prelievo nel caso in cui il contribuente attesti, mediante autocertificazione, che i flussi accreditati sul conto italiano “non costituiscono redditi di capitale o redditi diversi derivanti da investimenti all’estero o da attività estere di natura finanziaria“.

L’autocertificazione può essere resa in via preventiva e riguardare la generalità dei flussi che sono accreditati presso il medesimo intermediario, fatta salva la possibilità per il contribuente di fornire precise indicazioni contrarie quando il flusso ha natura reddituale.