La discussione sui Bitcoin non è ancora terminata, soprattutto negli Stati Uniti. Secondo indiscrezioni, prossimamente in Senato saranno ascoltati il Department of Justice e la Securities and Exchange Commission. Entrambi hanno espresso un parere più che favorevole all’utilizzo di questa nuova moneta digitale.

All’interno del dibattitto, anche il governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, in una lettera scritta il 6 settembre ma resa pubblica soltanto oggi, ha dichiarato che le valute virtuali come le Bitcoin «possono promuovere sistemi di pagamento più rapidi ed efficiente» ma, al tempo stesso, «possono portare rischi legati a problemi di implementazione delle leggi e supervisione». La lettera era destinata al  Comitato al Senato per la Sicurezza nazionale e gli affari governativi. Anche altre agenzie federali, compresi i dipartimenti di Giustizia e Tesoro, hanno dichiarato che i sistemi di pagamento online mettono a disposizione dei servizi finanziari assolutamente legittimi.

Le Bitcoin, intanto, hanno raggiunto dei nuovi record portandosi oltre i 600 dollari e alimentando la speranza che i regolatori finanziari possano dare il tanto atteso semaforo verde. Bernanke comunque ha spiegato che la Fed non ha alcuna autorità per supervisionare le valute virtuali ma di solito ha il compito di monitorare gli sviluppi nel settore. Questo dibattito comunque dura da molti mesi: i Bitcoin, nel frattempo, hanno raggiunto un pubblico globale ma le evoluzioni potrebbero essere ancora tante. Sarà compito dello Us Senate Committee on Homeland Security and Governmental Affairs di esaminare tutte le osservazioni del Doj e della Sec. Per adesso lo spazio per le transazioni attraverso il conio digitale ha implicato startup dedicate per comprenderne tutte le applicazioni oppure per poter elaborare delle piattaforme alternative.

Il numero di Bitcoin in circolazione hanno superato da pochissimo la soglia di 12 milioni: basti pensare che, nella giornata di ieri, le transazioni sono state in media 2600 all’ora, cos’ì come riporta Bitcoincharts. Insomma stiamo parlando di un territorio in rapida trasformazione che, soprattutto negli ultimi mesi, ha richiamato a sè l’attenzione di gran parte del pubblico on line. Per adesso, sono gli Usa in cima alla classifica per quanto riguarda la partecipazione alla ricerca di Bitcoin. L’Italia comunque risulta dodicesima e, nell’Unione Europea, è preceduta da sei nazioni, così come segnala anche Bitnodes. Il conio virtuale ha origine nella figura di Satoshi Nakamoto, ovvero uno sviluppatore software o di un team di programmatori informatici che hanno pubblicato dei documenti sulla moneta digitale che sono destinati a dare il via a conversazioni con le community di tutti gli appassionati di tecnologia.