propensione al risparmio 2014Qualche segnale di recupero sul fronte del risparmio ed in generale per i redditi delle famiglie italiane.
Lo studio annuale di Intesa San Paolo Centro Einaudi mostra come il vero anno orribile per i patrimoni degli italiani e per le loro aspettative sia stato il 2013. E’ l’anno scorso che si toccano i punti più bassi, sia per la percezione della propria situazione patrimoniale e reddituale,sia per la cosiddetta propensione al risparmio.
Se nel 2007 la stessa ricerca indicava che il 62% delle famiglie riteneva sufficiente o più che sufficiente il proprio reddito, nel 2013 eravamo scesi al 56%. Nel 2014 l’inversione verso l’alto, con questa stessa richiesta il 58% delle risposte positive.
E nel 2014 rispetto al minimo storico dell’anno precedente aumenta anche il numero delle persone che riescono anche a risparmiare. Nel 2007 non era riuscito a mettere nulla da parte il 51% degli italiani , si sale al 61% nel 2013 e nell’anno in corso si passa al 59%.

Quest’aumento della capacità e possibilità di risparmiare non è stato determinato da obiettivi precisi delle famiglie ma da quella che i ricercatori del Centro Einaudi definiscono cautela nei confronti di un futuro grandemente incerto. Potrebbe essere quindi, si un fatto positivo perché attesta una maggiore disponibilità di reddito ma anche l’altra faccia di un fenomeno invece preoccupante, quel calo dei consumi che frena la ripresa economica.
Qual è la ragione principale delle scelte di risparmio dettate da incertezza sul future? La maggior parte degli intervistati nel sondaggio ha indicato il futuro dei figli.