aprire-negozio-otticaIn base a quanto stabilito da un decreto ministeriale del 1998,hanno diritto ad aprire un’ottica e, dunque, ad avviare la vendita di occhiali, o anche lenti, atti a proteggere o a correggere i difetti della vista, solo coloro che possiedono determinati requisiti. Sono questi, dunque, che pongono in condizione di svolgere la professione sanitaria ausiliaria di ottico.

In altre parole, la vendita dei predetti prodotti può essere effettuata esclusivamente dal soggetto autorizzato allo svolgimento della professione in questione o anche sotto il suo diretto controllo.

Tuttavia, solo nel caso di vendita di occhiali già montati per rettificare il difetto di chi soffre di presbiopia, può verificarsi da parte di soggetti non abilitati alla professione sanitaria di ottico. Tuttavia, vi deve essere la sussistenza di particolari requisiti che, invero, si presentano particolarmente restrittivi. Ma vediamo insieme quali questi requisiti.

Essi concernono, innanzitutto, la sfera dell’onorabilità e, quindi, del possesso di determinati requisiti morali.

Vi sono, poi, quelli di natura professionale. Più esattamente, bisogna aver frequentato corsi appositamente rivolti, atti a conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione sanitaria ausiliaria di ottico.

Di solito, questi tipi di corsi durano cinque anni. Dopo un triennio, è rilasciato un documento che attesta l’acquisizione delle capacità esecutive, tuttavia, questo non basta per svolgere l’attività.

Per di più, bisogna tenere un esame di Stato che consente di ottenere la qualifica di ottico.

Se ci atteniamo ad analizzare l’aspetto meramente pratico le fasi che conducono all’apertura di un’ottica, esse coincidono con quelle previste nel caso dell’apertura di una qualunque attività commerciale, ovviamente, sempre con le relative diversità. Non a caso, nel caso in esame è condizione necessaria fornire la documentazione che attesta l’avvenuto ottenimento della qualifica imposta dalla normativa vigente.

Innanzitutto, occorrono: la SCIA disponibile presso il SUAP del Comune di residenza, l’iscrizione all’apposito Registro Imprese, la partita iva, con relativo codice attività: 47.78.20. Quest’ultimo, in particolare, è previsto per il commercio effettuato al dettaglio di materiale per la vista e, infine, l’iscrizione all’INPS gestione commercianti.

Tra le altre cose, è indispensabile la compilazione della Comunicazione Unica al fine di ultimare i predetti passaggi. Essa, infatti, consente l’iscrizione a tutti gli enti preposti.

In linea generale, un consiglio utile può rivelarsi quello di compilare separatamente la SCIA. In questo caso più che mai, dal momento che si parla, non solo, di locali rivolti al grande pubblico, ma anche, e soprattutto, di esercizi che necessitano di requisiti specifici tanto in termini di impianti quanto di registro degli immobili e via dicendo.

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