Vuoi aprire un sito web per vendere online? Ti piacerebbe vendere su Ebay o Amazon ed essere in regola con il fisco? Cercherò in questo articolo di spiegare come aprire partita iva per svolgere un attività di e-commerce.
Innanzitutto vi sconsiglio il fai da te. Un buon commercialista specializzato nel settore e che conosca bene la normativa delle vendite a distanza vi potrà seguire passo passo nel vostro progetto ed evitare così di incorrere in spiacevoli inconvenienti.
D’altronde quando si esercita un attività di commercio elettronico può capitare di vendere anche fuori Italia. E’ bene quindi sapere come comportarsi da un punto di vista fiscale, come emettere correttamente fattura ed evitare così delle sanzioni da parte del fisco.

Apertura partita iva commercio elettronico

Vediamo quali sonoaprire-partita-iva-e-commerce gli adempimenti per avviare un’attività di commercio elettronico.

1) Partita iva per vendere online. Prima cosa bisogna dotarsi di partita iva

2) Dichiarare l’inizio attività al Comune di residenza mediante la presentazione della SCIA

3) Iscrizione al registro imprese della Camera di Commercio dove ha sede l’attività

4) Trattandosi di attività commerciale, bisognerà iscriversi all’INPS. Questa è la voce di costo più corposa.

5) Codice ateco commercio elettronico: esiste un unico codice attività da utilizzare, qualunque sia il prodotto che si intende vendere – 47.91.10 “Commercio al dettaglio di prodotti via internet”.

Per un approfondimento dei costi da sostenere per aprire partita iva per svolgere un attività di e-commerce vi rimando ad un nostro precedente articolo Costi apertura e-commerce“.
Ricordiamo che non è più possibile effettuare tutte le iscrizione con moduli cartacei così come avveniva fino a qualche anno fa. Le pratiche dovranno essere effettuate in via telematica.
Dal punto di vista fiscale, altri obblighi sono quelli di conservare tutte le fatture di acquisto della merce ed emettere fattura se richiesta dal cliente che effettua un acquisto. In alternativa si possono annotare gli incassi sul registro dei corrispettivi.
Sulla home page del sito dovrà essere inserita la ragione sociale della ditta, indirizzo completo, partita IVA e Numero REA. Se trattasi di società di capitale deve esserci anche il capitale sociale versato.
Per concludere sottolineo che partita iva e tutto il resto dovete averli prima di fare un sito e-commerce, non dopo.

Requisiti per aprire un ecommerce

I requisiti di ordine morale sono necessari a tutti gli operatori:

  1. non essere stati dichiarati falliti;
  2. non aver subito condanne, con sentenza passata in giudicato, per un delitto non colposo per il quale è prevista una pena detentiva minima non inferiore a tre anni, sempre che sia stata in concreto applicata una pena superiore al minimo edittale;
  3. non aver riportato una condanna a pena detentiva, con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti contro la Pubblica Amministrazione, l’economia pubblica, l’industria e il commercio, ovvero per ricettazione, riciclaggio, emissione di assegni a vuoto, insolvenza o bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina previsti nel titoli II e VIII del libro II del codice penale.
  4. non aver riportato due o più condanne con pena detentiva o pecuniaria nei cinque anni antecedenti l’inizio attività, con sentenza passata in giudicato, per uno dei delitti previsti dagli articoli 442, 444, 513, 513-bis, 515, 516 e 517 del codice penale, ovvero per delitti di frode nella preparazione o nel commercio di alimenti, previsti da leggi speciali;
  5. non essere sottoposti a misure di prevenzione come persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, o essere stati dichiarati delinquenti abituali, per tendenza o professionali di cui alla L. 27.12.56 n.1423 e alla L. 31.5.65 n.575.

Per chi opera nel settore del commercio alimentare servono requisiti professionali specifici:

  1. aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio relativo al settore merceologico alimentare, istituito o riconosciuto dalla regione;
  2. l’aver esercitato in proprio, per almeno due anni negli ultimi cinque , attività commerciale di vendita di alimentari al dettaglio o all’ingrosso, oppure aver prestato la propria opera presso imprese operanti nel settore, come dipendente qualificato addetto alla vendita o all’amministrazione oppure quale coadiutore familiare dell’imprenditore comprovata dall’iscrizione all’INPS, coniuge, parente o affine entro il terzo grado;
  3. essere stato iscritto negli ultimi cinque anni al Registro Esercenti il Commercio (REC) per uno dei gruppi merceologici previsti dalle precedenti tabelle merceologiche da I a VIII (ovvero settori alimentare, carni e prodotti ittici, alimentare e non).

 

Se vuoi avviare un’attività di commercio elettronico e hai bisogno di un commercialista che sbrighi per te tutti gli adempimenti di inizio attività e ti segua nella tenuta della contabilità contattami.

Share →

51 Responses to Aprire partita iva per e-commerce: adempimenti e obblighi fiscali

  1. Paolo scrive:

    Salve,da qualche tempo commercio on-line su ebay da privato oggetti da collezione usati come videogiochi,orologi,materiale fotografico,giocattoli d’epoca,sono un collezionista e spesso compro e vendo materiale,il punto e’ questo,io acquisto da privati,mercatini dell’usato e dell’antiquariato,nessuno di questi rilascia ricevuta,vorrei aprire la partita iva ma come posso io dichiarare il mio utile senza avere fatture ne ricevute?esiste un metodo forfettario sul fatturato annuo?premetto che non rientro nel regime dei minimi e sono lavoratore dipendente,quale sarebbe la mia soluzione per contribuire al fisco?
    grazie

    • Cristian Marra scrive:

      Salve Paolo,
      il privato non avendo partita iva non può emettere fattura. Può però emettere una ricevuta contenente tutti i dati:
      – data operazione;
      – descrizione degli articoli venduti;
      – importo
      – dati dei contraenti.
      Sulle ricevute di importo superiore ad € 77,47 deve essere applicata una marca da bollo da 2 euro.
      Questo è l’unico modo per certificare gli acquisti e quindi pagare le tasse sull’utile.

  2. Simone scrive:

    Buonasera, ho un ecommerce ditta individuale con regime dei minimi.
    Sul suo sito leggo che posso effettuare vendite nell UE mentre il mio commercialista dice di no.
    Controllando anche sul mio cassetto fiscale dell’agenzia delle entrate c’è scritto sulla riga della partita iva il numero associata ad essa e la dicitura non autorizzata ad effettuare operazioni intracomunitarie.
    Non so più cosa pensare!!!!

    • Cristian Marra scrive:

      Buonasera,
      in regime dei minimi non si possono fare cessioni all’esportazioni, art. 8. Per dirla con parole semplici cessioni extraUe.
      Può acquistare e vendere in UE. Per questo però deve essere iscritto al vies.
      Controlli da qui
      Se dice non valida vuol dire che non è iscritto. Deve quindi presentare domanda all’agenzia delle entrate.

  3. Simone scrive:

    Che cos’è il vies?
    Cosa comporta tale iscrizione?
    E’ gratuita o a pagamento?

    • Cristian Marra scrive:

      Il vies è il registro degli operatori autorizzati a porre in essere operazioni all’interno del territorio comunitario (acquisti e vendite UE).
      L’iscrizione quindi serve per essere autorizzati ed è gratuita.

  4. tony scrive:

    Salve. sto aprendo un apartita iva per il commercio elettronico. allora: sul modulo mi viene chiesto di indicare il nome del sito web che dovro’ utilizzare. ma e’ solo un indicazione in quanto sarebbe un sito che non esiste ancora……. al contrario non posso aprire un sito web prima di aver ricevuto il numero di partita iva…… allora come mi devo comportare?

    • Cristian Marra scrive:

      Salve, ha ragione. Registri il dominio come soggetto privato così poi potrà indicarlo quando apre partita iva.

      • Tony scrive:

        la questione e’ che il soggetto che dovra’ realizzare il mio sito web di 3° livello a cui paghero’ un canone annuo , vuole necessariamente la p.iva per poter sottoscrivere il contratto con me….
        posso indicare sul modello di richiesta di p.iva il nome che vorro’ dare al mio sito anche se effettivamente non esiste ancora? incorro in qualche sanzione?

  5. roberto scrive:

    salve, ho un azienda agricola e produco e vendo ” i miei prodotti ” in vari canali ( ebay,amazon e sito web personale) da gennaio,
    qualche giorno fà il mio commercialista mi ha comunicato che devo contattare tutti i miei clienti e chiedere c.f o p.iva per intestazione fattura.
    il problema è che non tutti rispondono e tanti si rifutano e di conseguenza alcuni clienti evitano l’acquisto ( visto che lo specificato nelle inserzioni)
    la mia domanda è : ma è proprio necessario richiedere questi dati?
    in ogni caso, potrebbe indicare la legge in modo da pubblicarla nelle mie inserzioni, girarla ai miei clienti o al mio commercialista nel caso si stia sbagliando ?
    grazie anticipatamente.

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno,
      per evitare questa problematica consiglio di annotare gli incassi sul registro dei corrispettivi.
      Emetterà fattura solo se richiesta espressamente dal cliente. In questo caso dovrà richiedere tutti i dati per l’intestazione.

      • roberto scrive:

        Buonasera grazie per l’immediata risposta.
        Le annotazioni vengono già fatte ogni sera.
        Ma il mio commercialista vuole comunque i dati dei miei clienti in quanto sostiene che sia obbligatorio richiederli al momento della vendita! Spero tanto che il mio commercialista sia in errore…. le sarei grato se può darmi delucidazioni in merito.
        Mille grazie

        • Cristian Marra scrive:

          Ma emette fattura per ogni singola vendita?

          • roberto scrive:

            Si , il mio commercialista ad ogni singola vendita mi fa emettere fattura e di conseguenza devo contattare i miei clienti per farmi fornire il codice fiscale o p.iva anche se loro non la richiedono! Pensa che sia il caso di cambiare commercialista?

          • Cristian Marra scrive:

            L’obbligo di emettere fattura per ogni singola vendita esiste solo per il commercio elettronico diretto (software, musica, film, immagini, libri, ecc..) ma non è il suo caso.
            Per il commercio elettronico indiretto (è il suo caso) non vi è l’obbligo di emettere fattura, scontrino, ricevuta per ogni singola vendita; basta semplicemente annotare gli incassi sul registro dei corrispettivi. La fattura dovrà obbligatoriamente essere emessa solo se richiesta dal cliente.

  6. roberto scrive:

    Grazie mille per le spiegazioni esaustive e garbate.

    Credo che l’articolo esatto da mostrare al mio commercialista riguardo il commercio elettronico indiretto sia questo:
    cfr. articolo 22, comma 1, n. 1, del d.P.R. n. 633 del 1972 e articolo 2, lett. oo, del d.P.R. n. 696 del 1996)

    mi corregga se sbaglio per piacere.
    La ringrazio ancora.

    Cordiali saluti.

    Roberto

  7. Roberto scrive:

    L’anno scorso volevo aprire un ecommerce con un parente. Siamo stati da un commercialista e ci ha prospettato di aprire una società (invece leggo che va bene anche il regime dei minimi). Inoltre ha detto che se vendo caffè online non posso vendere anche vestiti. Invece leggo che c’è un codice ateco generico. Alla fine viste le tasse, studi di settore, iva ecc.. da pagare abbiamo lasciato perdere. Invece con i minimi avremmo aperto. Volevo capire una cosa. Con i minimi pago il 27,7% all’INPS e ho letto che per il commercio online si paga anche un contributo obbligatorio di circa 3000 euro annui per la gestione separata INPS. Sono la stessa cosa oppure devo pagare l’INPS due volte ?

    • Cristian Marra scrive:

      Se si è più persone bisogna costituire una società e non si può aderire al regime dei minimi, usufruendo così della tassazione agevolata al 5% sugli utili.
      Se l’intestatario della partita iva è una sola persona si crea una ditta individuale e se si hanno i requisiti si può aderire al regime dei minimi.
      Il commercio elettronico è attività commerciale. Ai fini previdenziali ci si iscrive all’Inps sezione commercio e si paga il minimale di circa 3.400 euro annui. Si può chiedere l’esonero solo se dipendenti full-time.

      • Roberto scrive:

        Quindi mi corregga se sbaglio supponiamo lo scenario seguente :
        Fatturato 10.000 €
        Spese 2.000 €
        Imponibile 8.000 €
        INPS(27,7% su fatturato) 2770 €
        Imposte (5% su (8000-2770))= 261,5 €
        Utile=Fatturato – INPS 27,7% – Imposte = 6.968,5€
        A questo punto devo togliere anche i 3400€ per inps sezione commercio ? Non rimane niente !! Inoltre nel caso in esempio i 2.770€ (Inps 27,7%) non mi garantiscono 52 settimane di contributi perchè inferiore al minimo previsto giusto ? Per l’ecommerce con i minimi vale sempre che non devo superare i 30mila di fatturato ? Grazie per il riscontro

        • Cristian Marra scrive:

          Ma lei ha già partita iva per altra attività? Per l’attività di e-commerce paga solo il minimale di 3.400 euro annui, non deve versare alla gestione separata Inps.

          • Roberto scrive:

            Non ho partita iva, mi sto documentando per aprirla. Nella piccola città nella quale abito non ci sono esperti in commercio online e mi hanno detto tutti che dovrebbero documentarsi. Quindi sto cercando di capirci qualcosa da solo. Pertanto allo schema che ho fatto non devo considerare il 27,7% della gestione separata ma quello della sezione commercio (sono contributi pensione commercianti ?). Ho visto una circolare che dice che per il 2014 è 3465,96€ fino a 15.516€ (ho la mania di documentarmi). Poi si parla di ulteriori esborsi sulla parte eccedente fino a 46.031€. Ma ciò significa che posso superare i 30.000 € dei minimi restando nei minimi ?!! La ringrazio perchè con il suo sito ho avuto risposte ad alcuni dubbi che avevo.

          • Cristian Marra scrive:

            Esatto, non versa alla gestione separata ma solo i contributi fissi di 3465,96 €. Se eccede il minimale di € 15.516 (utile), paga solo sull’eccedenza un ulteriore 20% circa.
            Per restare nei minimi deve fatturare meno di 30.000€ (il primo anno il limite si rapporta in base al periodo in cui apre partita iva). Se supera il limite ne esce dall’anno successivo. Se si fattura più di 45.000€ si esce dai minimi dall’anno in corso.

  8. Roberto scrive:

    Perfetto, chiarissimo. Infinite Grazie.

  9. Francesco scrive:

    In uno schema che ha fatto Roberto c’è scritto Utile=fatturato – Inps – Imposte. Nel commercio online devo sottrarre anche il costo sostenuto per l’acquisto della merce giusto ? Quindi correggendo diventerebbe UTILE=FATTURATO – SPESE MERCE – 5% su cosa ? Sulla somma risultante verifico quanto pagare all’inps ?

    • Cristian Marra scrive:

      L’utile è dato da Ricavi – Costi (acquisto merce, spedizioni, cancelleria, ecc..), e cioè tutti i costi inerenti l’attività.
      I contributi Inps sono dovuti anche se non c’è utile. Per l’anno 2014 il minimale è quello indicato da Roberto.

  10. Davide scrive:

    Buongiorno Cristian, sono un collega e non mi sono mai interessato di e-commerce. Ora mi si è presentata una cliente che ha attivato autonomamente la propria partita IVA e si è iscritta all’INPS alla gestione separata (in qualità di professionista). Il tutto per svolgere l’attività di coaching in ambito sentimentale, in altri termini, una sorta di consulente/trainer/counselor per favorire i rapporti interpersonali tra uomini e donne. Questa attività, che sta già esercitando, la sta portando avanti tramite un sito web attraverso il quale gli utenti possono scaricarsi (previo pagamento, naturalmente) i manuali/corsi da lei preparati sotto forma di file audio e video. Ora la mia domanda è: si tratta di e-commerce vero e proprio (nella fattispecie diretto), oppure di un’attività professionale svolta in modo “alternativo” (invece di un corso/incontro in aula, un’attività di e-learning) ? Questo ovviamente avrebbe riflessi sull’inquadramento dell’attività, che ora è professionale, il codice Ateco ha a che fare con l’istruzione ed in sede di apertura partita IVA non è stato citato il sito web. Grazie se potrai togliermi questi dubbi. Ciao. Davide

    • Cristian Marra scrive:

      Qual è l’attività principale dal punto di vista dei ricavi?

      • Davide scrive:

        L’attività sarà appunto quella di coach sentimentale tramite la fornitura, via web, di manuali con “tecniche di seduzione” e, a breve, video autoprodotti. In altre parole, al momento, tramite il sito (e dietro corrispettivo), sono a disposizione degli e-book (tutti sulla tematica sentimentale, per lei e per lui) che l’utente, una volta autenticato e pagato tramite carta di credito l’importo richiesto, potrà scaricare. In definitiva, un’attività di counselor svolta tramite e-book (e in seguito video) a pagamento da scaricare dal sito. Davide

  11. Giulio scrive:

    Salve, mi chiamo Giulio e sono un operaio full time, nonché creatore di siti web a livello amatoriale. Un mio corrispondente amico con sede in Cina, mi ha proposto di vendere i suoi articoli (smartphone), su un e commerce che dovrei creargli con lingua inglese e italiano. Il sito e-commerce sarà intestato completamente a lui su un hosting italiano tipo Aruba, come richiesta pagamento inserirò la sua paypal, e il suo codice bancario x bonifici; la merce la spedirà lui dalla Cina, la merce non si trova in Italia.
    io dovrò solo gestirgli il sito a livello amichevole e non guadagnerò nulla.
    Devo adempiere a qualche regola fiscale??
    Visto che i soldi andranno in Cina direttamente, e che Non c’è passaggio di soldi o materiale nelle mie mani, rischio qualcosa essendo l’utilizzatore principale del sito solo ai fini gestionali???
    Saluti Giulio

  12. Davide cocco scrive:

    Salve, tra privati esiste l’obbligo del recesso…cioè: vendo un paraurti della mia macchina incidentata a tizio, tizio dopo averlo ricevuto col corriere si accorge che non è compatibile o difforme per qualche particolare, può rispedirmelo chiedendomi indietro il denaro? Grazie…

  13. Enrico scrive:

    Buonasera un informazione se possibile le sarei veramente grato,vorrei aprire una attiva di ecommerce,vendita su ebay volevo sapere prima di tutto il modello da compilare per fare il regime dei minimi e il AA9/10 ? avendo già un lavoro come dipendente di 32 ore settimanali a tempo indeterminato posso richiedere di non pagare i contributi inps? per usufruire di queste agevolazioni devo aprire una ditta individuale o cosa?

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno,
      tutte le pratiche (apertura partita iva, presentazione SCIA in Comune, iscrizione Registro Imprese) devono essere effettuate in via telematica. Non può quindi presentare il cartaceo allo sportello. Deve munirsi di firma digitale, pec e capire come effettuare la pratica.
      Può nel suo caso richiedere l’esonero dal versamento dei contributi Inps compilando l’apposito quadro.
      Le consiglio di affidarsi ad un professionista.

  14. Francesco scrive:

    Salve,
    Sono un libero professionista con partita Iva e ho appena ampliato la mia partita Iva alla vendita di oggetti online, ho l’obbligo di avere un conto corrente per ogni attività o posso averne uno solo?
    Grazie

  15. Giuseppe Malti scrive:

    Buonasera, ho appena ricevuto l’autorizzazione al commercio online e ora mi apprestero a comprare oggetti e rivenderli su ebay.
    La mia domanda è, cosa devo rilasciare al cliente quando mi compra un oggetto già chiarito che non ho l’obbligo di rilasciare uno scontrino e la fattura solo su richiesta?
    Se infatti il cliente deve inviare l’oggetto in gattina come prova la data di acuisto? Posso rilasciare una ricevuta fiscale? L’iva è a parte o la devo scorporare?
    Grazie

  16. Francesco scrive:

    Importi annui inferiori a 5000 euro su eBay…devo aprire la partita iva o bastano le ricevute col codice fiscale?
    grazie

  17. Sergio scrive:

    Buon giorno,
    vi scrivo per dirimere un dubbio.

    Attualmente sono un dipendente a tempo pieno e mi sto informando sull’apertura di partita iva (regime dei minimi).
    Invio la mia domanda in questa discussione, anche se potrebbe essere collegata ad altri post interessanti.

    Mi chiedo:
    Da quello che ho capito finora, nel regime dei minimi devo emettere fattura, solo dopo aver incassato il denaro. E’ corretto? Oppure posso emettere fattura ed “aspettare” che arrivi il bonifico in banca?

    ES:
    Eseguo un lavoro (sito web) nel febbraio 2015
    Dopo aver verificato col cliente che tutto sia ok, emetto fattura il 5 marzo 2015 …. e poi aspetto che il cliente mi paghi?

    Oppure devo prima ricevere il pagamento e poi emettere fattura?

    Scusate per questo dubbio banale 🙂
    Complimenti per i tanti post interessanti.

    Salve,
    Sergio

    • Cristian Marra scrive:

      Buonasera Sergio,
      il contribuente minimo emette fattura il giorno in cui riceve l’incasso. Attenda quindi di ricevere il pagamento e poi emette fattura in pari data.
      Saluti

  18. Bruno scrive:

    Buongiorno,
    dopo aver visionato il vostro valido sito, vi scrivo per chiedervi un’informazione anche ai fini (spero) di una futura attività di consulenza da parte vostra relativa ad un portale web di vendita online.

    Come descritto nel vostro sito, occorre aprire una partita iva per regolarizzare la vendita online tramite un sito di ecommerce.
    Con altri due miei soci/amici (tutti dipendenti full time) dovremmo aprire un srl al fine di poter usufruire della partita iva sopra indicata.
    Il “problema” sono i costi iniziali di apertura dell’srl…di conseguenza non c’è modo di iniziare (mi passi il termine) a vendere online utilizzando il codice fiscale di uno dei tre soci?
    Questo anche per effettuare le valutazioni del caso durante il primo periodo di pubblicazione online del nostro portale senza il carico economico/burocratico di un srl.

    • Cristian Marra scrive:

      Buonasera,
      non è possibile svolgere l’attività senza partita iva, poichè si tratta di una vera e propria attività commerciale.
      Il mio consiglio, proprio perchè la srl ha costi di start up decisamente alti, è quella di aprire una ditta individuale, a nome quindi di uno solo voi tre.
      Questo vi permetterebbe sicuramente di contenere i costi iniziali e, rispettandone i requisiti, sfruttare il regime dei minimi, che prevede una tassazione agevolata al 5%. Inoltre i redditi da partita iva non farebbero cumulo con quelli da dipendente, evitando quindi una tassazione ben più alta.

  19. Daniele scrive:

    Salve al momento vendo cose usate su Ebay, avrei intenzione di aprire una partita iva soprattutto per vendere in dropshipping con merce proveniente dall’Unione europea, il requisito che mi hanno chiesto è il seguente: partita iva abilitata agli acquisti intracomunitari in esenzione iva, la mia domanda è andrebbe bene il nuovo regime forfettario? Potrei continuare a vendere anche cose usate o è necessario avere la fattura degli acquisti? Grazie mille

    • Cristian Marra scrive:

      Buongiorno Daniele,
      vendendo cose usate non può aderire al nuovo regime forfettario e neanche al regime dei minimi, poichè rientra in un regime speciale, chiamato regime del margine. Se acquista da privati, non avendo quest’ultimi partita iva, non possono emettere fattura, ma dovrà farsi rilasciare una ricevuta contenente tutti i dati (descrizione del bene, dati anagrafici, data di acquisto, ecc..).

  20. Oreste scrive:

    Buongiorno dott. Marra,
    sto per avviare un e-commerce e ho intenzione di avviarlo come ditta individuale per contenere i costi burocratici e fiscali. Sul mio sito (italiano) venderò dei servizi ad attività commerciali o professionali (quindi a soli possessori di partita iva) esclusivamente italiane.
    Le attività che usufruiranno del mio servizio, avranno modo di vendere a loro volta prodotti virtuali come ad esempio Coupon a qualsiasi utente.
    Considerando che io dovrei trarre guadagno dalla sola vendita dei miei servizi e che dai prodotti venduti dalle varie attività sulla mia piattaforma non trarrò alcun guadagno, in quanto la mia piattaforma sarà predisposta per riconoscere il 100% della vendita ai rispettivi venditori, le cose che vorrei gentilmente chiederle sono:
    1) quali saranno i miei adempimenti fiscali?
    2) quali saranno gli adempimenti fiscali dei venditori?
    3) fermo restando che gli acquisti che gli utenti effettueranno sul mio sito per i prodotti di venditori terzi comporteranno delle transazioni tra il loro conto corrente e il mio conto corrente e solo successivamente (a scadenze prefissate) io mi preoccuperò di rendere a ciascun venditore gli introiti derivati dalle rispettive vendite effettuate, come dovrei comportarmi per quanto riguarda le emissioni di fatture o ricevute e come dovrei compilarle?
    In pratica quali saranno i miei obblighi e quali quelli dei venditori terzi?

    Le varie discussioni e articoli in materia che circolano su internet hanno solo creato più confusione e dubbi.
    Spero che la sua esperienza e professionalità possano darmi delle indicazioni e delucidazioni ben precise.

    Cordiali saluti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi approfondimenti pubblicati nel blog

TROVA-FINANZIAMENTI

RICHIEDI INFORMAZIONI

RICHIEDI INFORMAZIONI

Inserire il codice di sicurezza
captcha
Accetto la politica privacy