Continua la nostra analisi sulle varie attività. Oggi analizziamo quali sono gli adempimenti fiscali a cui è soggetto il consulente informatico che intende aprire partita iva.
Iniziamo col dire che la figura del consulente informatico è una professione libera, nel senso che non sono previsti albi a cui iscriversi, come avviene per un commercialista o ingegnere.

Partita iva consulente informatico: inquadramento fiscale

Basterà aprire partitapartita-iva-consulente-informatico iva con il codice attività 62.02.00 – Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica, ed effettuare l’iscrizione alla gestione separata dell’INPS.
I contributi si versano in proporzione al reddito conseguito, senza nessun minimale fisso.
Le scadenze per i versamenti sono le medesime delle imposte sui redditi e cioè a partire dal 16 giugno, per il versamento del saldo e del I acconto con possibilità di rateizzazione, ed entro il 30 novembre per il versamento del II acconto.
Per il calcolo degli importi da versare può essere utile questo esempio a cui vi rimando:gestione separata calcolo contributi“.

Quanto costa aprire partita iva

L’apertura della partita iva è completamente gratuita, non ci sono costi da sostenere. Per aprirla puoi recarti allo sportello dell’Agenzia delle Entrate a te più vicino, compilare il modello AA9 che puoi scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate e consegnarlo debitamente compilato insieme ad un documento di riconoscimento. Ti verrà subito rilasciato il certificato di attribuzione della partita iva.

Aprire partita iva online

In alternativa puoi aprirla online da solo. Devi però in questo caso essere in possesso del codice pin da richiedere all’agenzia delle entrate oppure affidarsi ad un commercialista. Il nostro studio si occupa anche di queste pratiche.

Regime fiscale e tassazione

Oltre alla contribuzione Inps ci saranno da pagare le imposte sul reddito conseguito. Queste dipendono dal regime contabile. Attualmente le alternative sono:
– regime forfettario con imposta sostitutiva al 5%;

– regime semplificato, con IRPEF, IVA, IRAP in misura ordinaria.

In realtà su ciò che riguarda l’Irap la questione va approfondita. Infatti secondo la sentenza della Cassazione n. 21796/14 il consulente informatico che svolge la propria attività utilizzando beni strumentali di modesta entità non è soggetto al tributo.

Nella citata sentenza la corte ha accolto il ricorso del contribuente che si era visto recapitare un avviso per il mancato versamento dell’Irap degli anni dal 1999 al 2002.

 

Non aprire la partita iva da solo prima di avermi contattato.Valuteremo insieme qual’è la soluzione migliore per te! Il consulto è completamente gratuito.

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One Response to Aprire la partita iva come consulente informatico

  1. Luca scrive:

    Ciao a tutti, chiedo un quesito a chi ha più esperienza. Ho un cliente che vorrebbe diventare un consulente informatico ma che attualmente ha già una partita iva da viticoltore in regime di esenzione (sotto i 7.000 euro non ha adempimenti iva e inps); se oggi gli aggiungessi un secondo codice attività come consulente riuscirei a farlo aderire al nuovo regime forfetario solo per questa seconda attività? E iscrivendolo alla gestione separata perderebbe secondo voi qualche agevolazione con il regime agricolo attualmente esente contributi? Grazie mille per la vostra collaborazione

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