Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo schema di decreto legislativo sulla semplificazione delle norme applicate sulla riscossione, con delle nuove regole sulle rateizzazioni. In particolare, sarà possibile dilazionare il numero delle rate con un avviso bonario e accedere ad una maggiore flessibilità nel caso di piccoli ritardi nei pagamenti.

Vecchia normativa e nuova riforma del Governo sulle rateizzazioni

La nuova riforma del Governo sulle norme da applicare in sede di riscossione e su una maggiore flessibilità in termini di rateizzazione delle imposte, mira ad incidere su una maggiore semplificazione fiscale e per evitare una decadenza totale della rateizzazione nel caso di non pagamento di qualche rata.

Secondo le vecchie normative, il non pagamento anche di una sola rata faceva scattare in automatico una decadenza della rateizzazione e senza possibilità in futuro di poter richiedere una nuova procedura. Viceversa la nuova riforma, vorrebbe inserire anche la possibilità per il debitore di poter dilazionare nuovamente i pagamenti, laddove però le rate in precedenza scadute siano state opportunamente saldate.

Le attuali novità dello schema del Consiglio dei Ministri sulle rateizzazioni

L’attuale schema del Consiglio dei Ministri è al lavoro per prevedere ulteriori modifiche a tale sistema, stabilendo in particolare la possibilità di dilazione di un pagamento con un avviso bonario e con 8 rate, se l’importo dovuto non supera i 5000 euro. Mentre nessuna modifica sarebbe prevista per gli importi superiori ai 5000 euro, con una suddivisione massima in 20 rate trimestrali.

Tra l’altro le regole ancora in vigore sugli avvisi bonari, prevedono la possibilità di essere rateizzati al massimo per sei rate, con una prima rata da versare entro 30 giorni dalla comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, mentre le successive cinque rate sono in genere con scadenza l’ultimo giorno di ogni trimestre.

Oltre ad un aumento del numero delle rate da 6 ad 8, tale schema prevede una maggiore flessibilità in termini di piccoli ritardi nei pagamenti, ossia laddove ci sia un insufficiente versamento della rata dovuta per una frazione non superiore al 3% ( o 10.000 euro) o per un versamento in ritardo della prima rata non superiore ai cinque giorni.

L’obiettivo è di evitare che piccoli ritardi temporali o di cifre, possano far perdere una importante possibilità concessa al contribuente di poter eseguire una rateazione nei pagamenti.  In definitiva con il nuovo schema fiscale del Governo sulla rateizzazione degli avvisi bonari, si punta a:

  • Passare ad un aumento delle rate da 6 a 8.
  • Più flessibilità nel caso di piccoli errori sugli importi o versamenti con pochi giorni di ritardo.
  • Possibilità di poter dilazionare nuovamente i pagamenti se saldate le rate in precedenza scadute.