aprire-partita-iva-centro-scommesseL’apertura della partita Iva in caso di affiliazioni è ad oggi uno dei momenti con una maggiore confusione, soprattutto rispetto alle modalità entro cui sorge un obbligo di apertura della stessa.

Si tratta infatti di attività che stanno ricoprendo solo negli ultimi anni una buona posizione in termini di prospettive lavorative e per le quali è necessario rispettare normative analoghe ad una qualsiasi altra attività non sul web.

Programmi di affiliazione svolti in modo occasionale o continuativo?

Per programmi di affiliazione, si fa riferimento a nuove realtà sui guadagni on line, come nel caso della più conosciuta Adsense, che paga i propri utenti sulla scia del pay for click mediante specifici banner pubblicitari sul web.

Ebbene se la suddetta attività comincia a generare dei guadagni nel tempo e soprattutto è svolta con una certa continuità, vi è un obbligo di apertura della partita Iva. Tra l’altro si tratta di banner sempre attivi e che in un qualsiasi momento posso generare ricavi, anche se in molteplici casi si tratta di importi davvero bassissimi.

Carattere abituale e continuativo per l’apertura della partita Iva

Se si tratta di un’attività svolta con il carattere occasionale, la modalità più utilizzata è quella di rilasciare una ricevuta per le prestazioni svolte e in seguito di dichiarare i propri redditi nei modelli fiscali predisposti. Se inoltre tale attività supera gli importi annuali di 5000 euro e mantiene la soglia occasionale, non è obbligatoria la partita Iva.

Viceversa, laddove si identifichi un carattere abituale e continuativo (indipendentemente dalla soglia o meno dei 5000 euro) è d’obbligo la partita Iva. Nel caso quindi delle affiliazioni è importante considerare come è stata svolta questa attività sotto il profilo temporale e non economico e procedere all’apertura della partita Iva.

 Per ricavi contenuti è possibile accedere al regime forfettario per le partita Iva

C’è infine da segnalare che la Legge finanziaria del 2015 ha approvato un nuovo regime agevolato per le partite Iva, il regime forfettario, che offre la possibilità nel caso di ricavi contenuti di aprire una partita Iva senza affrontare i grandi adempimenti richiesti per le tipologie ordinarie.

E che può essere applicato anche nei confronti di chi svolge un’attività d’impresa o lavoro autonomo con ricavi minimi, come nel caso ad esempio delle affiliazioni.

Per rientrare in questo regime non bisogna, infatti, superare un reddito annuale tra i 15.000 ed i 40.000 euro, sulla base dell’attività esercitata, è prevista l’applicazione di una imposta sostitutiva del 15% per Irpef, addizionali comunali e regionali e vi è una maggiore semplificazione rispetto agli adempimenti contabili da eseguire ai fini Iva.

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