La maggior parte dei mutui, sia quelli a tasso fisso o variabile, prevedono un piano di ammortamento, cioè di restituzione del capitale, cosiddetto “alla francese”, che prevede una rata costante comprensiva di una quota capitale e una quota interessi. La quota interessi è maggiore nelle prime rate per poi decrescere, e tale sistema secondo alcuni capitalizzerebbe gli interessi dando vita a ciò che tecnicamente si chiama anatocismo.
Ad avvalorare tale tesi sono giunte a distanza di anni due sentenze che hanno condannato la banca al risarcimento a favore dei clienti, i quali avevano corrisposto interessi a un tasso effettivo maggiore di quello concordato.

Sentenze pro-anatocismo

anatocismo-sentenzeCome detto in precedenza sono due le sentenze pro-anatocismo.
La prima sentenza è quella di Bari del 2008. I giudici di allora condannarono la banca, stabilendo un rimborso a favore di un imprenditore che aveva contratto due mutui con il piano di ammortamento alla francese. I giudici rilevavano un tasso effettivo di interesse del 14,276 invece di un tasso del 13%.

La seconda è quella del Tribunale di Larino, sezione distaccata di Termoli, nella sentenza n. 119 del 2012. I giudici stabilirono che un imprenditore aveva corrisposto 15.000 euro di interessi in più a causa dell’applicazione dell’ammortamento alla francese.