Mediante la Circolare n. 7/E del 26 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito la disciplina dell’assistenza fiscale, prospettando un quadro degli adempimenti a carico dei professionisti abilitati alla trasmissione telematica. Esso evidenzia che tali soggetti devono presentare alla Direzione territoriale di competenza una comunicazione contenente i dati anagrafici, il domicilio nonché la denominazione.

In particolare, tale comunicazione deve contenere anche la copia della polizza assicurativa, la dichiarazione di possesso dei requisiti richiesti dall’articolo 8, comma 1 del Decreto Legge n 164/199 e la dichiarazione di non sussistenza di provvedimenti di sospensione all’ordine di appartenenza del professionista. In caso di mancata comunicazione, sarà consumata un’inadempienza punibile anche con una revoca dell’abilitazione telematica.

Per i soggetti deputati alla prestazione fiscale, un altro requisito fondamentale è l’abilitazione alla trasmissione telematica delle dichiarazioni. A tal proposito, infatti, l’istanza di abilitazione non esclude il professionista dall’obbligo della comunicazione.

Parimenti importante per i soggetti deputati all’assistenza fiscale è l’abilitazione alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, non a caso, l’istanza di abilitazione non esenta il professionista dall’obbligo della comunicazione, così come la necessità di iscrizione agli albi professionali e l’abilitazione al rilascio del visto di conformità a partire dalla data di apertura del canale di trasmissione della comunicazion precompilata.

Con riferimento, poi, alle sanzioni, nell’ipotesi di violazioni perpetrate nel tempo o di particolare gravità, l’Agenzia può decidere di sospendere al professionista l’autorizzazione al rilascio del visto di conformità per un arco di tempo che va da tre a dodici mesi.

È considerata una grave inadempienza, l’apposizione del visto su una dichiarazione contenenti dati chiaramente difformi dalla documentazione.

Un’altra violazione, poi, è considerata l’assenza dei requisiti obbligatori, come la copertura assicurativa o l’iscrizione all’albo. In siffatte ipotesi, il Caf e i professionisti sono tenuti al risanamento delle irregolarità. Se la regolarizzazione non dovesse trovare attuazione, é prevista la decadenza dall’autorizzazione nonché la revoca dell’abilitazione telematica.

Mediante la circolare di cui sopra, peraltro, l’Agenzia ha inteso redimere ogni dubbio sul fatto che il professionista e il responsabile dell’assistenza fiscale chiamati ad apporre il visto di conformità sulla dichiarazione 730, sono tenuti all’integrazione della polizza con la previsione esplicita della copertura del nuovo rischio così come previsto dall’articolo 39 del decreto legislativo n. 241 del 1997.

Di conseguenza, nel caso in cui il professionista non voglia apporre tale visto non è tenuto a integrare la polizza mediante la previsione esplicita della copertura di detto nuovo rischio, tuttavia dovrà comunque provvedere ad adeguarla al massimale.